Perchè ho lasciato il posto fisso

Una riflessione personale dopo 2 anni di cambiamento, e qualche consiglio a chi vuole fare questa pazzia.

Scrivo questo primo articolo principalmente per due motivi: mi aiuta a mettere in ordine le idee, e può essere una fonte di riflessione se hai pensato di fare una scelta simile alla mia.

Sono passati esattamente 2 anni da un momento di grande cambiamento. Il primo giorno di Primavera del 2017 è stato infatti il momento in cui ho lasciato un posto fisso nell’ufficio marketing di una grande multinazionale, per diventare un freelancer.

Oltretutto nei mesi precedenti avevo conosciuto la mia attuale compagna, e quasi contemporaneamente avevo anche traslocato. Decisamente un periodo di cambiamento, ma non ti racconterò che è stato bellissimo, che è stato facile e che lo consiglierei a tutti.
Nel mio caso, avere vicino una persona intelligente e incoraggiante <3 ha sicuramente aiutato, ma dopo 13 anni di lavoro come dipendente, è stata comunque una bella sfida.

Io oltretutto non avevo un’altra proposta, non avevo un piano preciso. Ma di una cosa ero certo: non stavo più bene, ed era così da un bel po’ di tempo.

Mi sento quindi di darti i primi due consigli: circondati di persone positive, e preparati un piano.

Veniamo ora alla domanda iniziale: perché ho lasciato il posto fisso?
Per tre principali motivi, te li dico subito:

  • Avevo smesso di crescere professionalmente.
  • Volevo più tempo di qualità per me.
  • Non ero più io, ma di questo me ne sarei accorto meglio successivamente.

Cosa è successo nei seguenti due anni è stato molto interessante, ma prima vorrei chiarire meglio i sopracitati motivi.

Crescita professionale

Imparare qualcosa di nuovo ogni giorno per me è molto importante. Anzi, è fondamentale.

La crescita in azienda può avvenire grazie a dei progetti stimolanti, a manager illuminati o a corsi di formazione. Nel mio caso sentivo che non era sufficiente.
Non sono una persona attendista, cioè non mi aspetto che le cose cadano dall’alto, e non credo neppure che l’azienda per cui lavoravo fosse particolarmente deficitaria sotto questo aspetto.

Credo però semplicemente che le opportunità di crescita siano maggiori in un’agenzia rispetto ad una azienda, e che sia ancora più vera per un freelancer. Se non altro perchè, come freelancer, se sai organizzarti puoi disporre del tempo come vuoi tu.

Tempo di qualità

Cos’è più importante dei soldi? Il tempo.
Il tempo non lo possono comprare neanche le persone più ricche. Poter disporre del mio tempo come voglio, per me è inestimabile.

Ho sempre lavorato molto, penso che sia anche dovuto alla cultura veneta in cui sono immerso. Più stai alla scrivania, e più hai schei (trad. soldi).
Tuttavia spesso ci dimentichiamo di una cosa molto ovvia, e cioè che l’efficacia del tuo lavoro non dipende da quante ore passi in ufficio.

L’ideale è misurare l’efficacia del lavoro, fissando obiettivi e KPI, ma è una cosa molto difficile nelle nostre aziende in cui spesso vige l’improvvisazione. E’ più facile invece se sei tu a decidere i tuoi compiti.

Inoltre, lavorare 5 giorni a settimana, dalle 9:00 alle 18:00 e con 1 ora di pausa pranzo potrebbe non andare bene per tutti. Dipende dal tuo cronotipo (sei più efficace la mattina o il pomeriggio/sera?).
L’importante è comunque capire sè stessi, e quindi darsi delle regole.

Conoscersi

Quando siamo abituati a vivere in un certo contesto, è molto difficile riuscire ad avere una visione autentica della propria condizione.
Tendiamo a dare per scontati certi comportamenti, perchè sono normali per la cultura dell’azienda in cui lavoriamo, ma sono compatibili con i nostri valori? Un attimo, quali sono i tuoi valori?

Fatti delle domande, o trova qualcuno che te le faccia, e abbi il coraggio di trovare le risposte. Se puoi, cambia completamente il contesto.
Ho avuto la fortuna di poter lavorare per alcuni mesi in Indonesia, e ho visto con i miei occhi come alcune cose a cui ero abituato, sono realmente completamente diverse.

Avrei molte cose da dire, forse lo farò, ma come ultima cosa vorrei fare dei dovuti ringraziamenti.

Il mio pensiero va a Ilaria, la mia famiglia e i miei amici. In questi mesi ho capito siete la cosa più importante per me.